giovedì 29 settembre 2011

Giornate senza senso.

Mi sembra di galleggiare, di non avere uno scopo. Mi sento vuota, apatica. 
Vorrei mangiare, per riempire il vuoto, strafogarmi di cibo, ingrassare per allontanare il mondo. 

Poi passano, senza pianti, senza isterie.
Perché l'isteria non ha senso senza un pubblico.


Ho una preoccupante non-voglia di studiare, vorrei solo dormire e leggere Vogue.
Ma non posso, devo faticare solo un altro po', un piccolo sforzo, qualche anno di stress e poi sarò libera di essere chi voglio. Ma devo uscire bene dalla mia merda di scuola, devo impegnarmi.
Me lo devo, non voglio non posso, essere mediocre. Non me lo merito, non posso mollare. Coraggio.

mercoledì 28 settembre 2011

Facciamo un passo indietro.

Analizziamo questa giornata.
E' un'abitudine che ho preso da poco, ma intendo d'ora in poi guardare la mia vita "terrena", il quotidiano, come farebbe un pittore. Guardando la sua opera da lontano. Quasi con un attimo di distacco.

Mettiamo su carta (o file) la mia giornata:
- Il professore di plastiche mi ha detto che sono acida e che sono sempre sulla difensiva. (Stronzo di merda, ma vai a tradire tua moglie invece di triturare le balle a me, misogino[*] del cazzo!)
- Ho cominciato il corso di taglio e cucito. Come prima lezione ha fatto cagare, ci siamo dovute prendere le misure tra di noi, l'ho presa sul ridere, tipo curvy-pride, dentro urlavo. Avrei vomitato ma non avevo niente nello stomaco.
- Al suddetto corso di taglio e cucito intendo essere la migliore del cazzo, la prima della fottuta classe di sfigate senza senso estetico. L'insegnante già mi adora.
- Oggi non ho mangiato nulla se non 3 frutti in tutta la giornata e un po' di bieta 'sta sera. Sono felice, perché oggi era un giorno "pericoloso", avevo rientro a scuola, ma ho rifilato il mio pranzo al mio migliore amico (?) e lui non ha fatto complimenti (e sopratutto domande).
-Ho saputo che il 17/10 partiamo per una gita di una settimana, sono terrorizzata, non posso vomitare o saltare i pasti, avrò 30 paia d' occhi addosso. Voglio morire.

Tra l'altro sono in piedi dalle 6.00 e ho una vaga sensazione di estraneazione corporea.
Per oggi basta, notte!

[*] non uso aggettivi a random, ho i miei motivi se lo chiamo misogino.

martedì 27 settembre 2011

Post tappabuchi.

Post meramente tappabuchi, ho il terrore di perdere il ritmo e Dio solo sa quanto ho bisogno di costanza nella mia vita.
Dunque oltre che tappabuchi, auto-celebrativo, ergo:








Quindi eccovi una carrellata di alcuni disegni che ho fatto negli ultimi 2 anni. Yep.

lunedì 26 settembre 2011

Post culinario.


Cambiando totalmente argomento, tra le tante cose che faccio amo cucinare. Sopratutto dolci.
Cosa che va palesemente a scontrarsi con il fatto che non mangio.
Ergo cucino per chi mi sta intorno, e questo è anche un fantastico modo di salvare le apparenze!
Un'anoressica (o wannabe) che cucina non rientra sicuramente nell'immaginario collettivo.
Altro punto a mio favore, faccio ingrassare chi mi sta vicino. Mi diverte, cosa ci posso fare.

Ogni tanto, comunque, cucino anche per me.

Voglio postare una ricettina sanissima e con pochissime calorie (quelle di un frutto) e che mi fa impazzire.

Pera alla cannella:


(la foto non è mia, ignorate la cosa bianca, simil-panna sopra la pera)


Ingredienti:
-una per piccola e molto matura (80-100g da pelata, perché anche la frutta ha le calorie, gioie!)
-cannella q.b.
-miele di castagno q.b. (facoltativo, solo se non siete super attenti alle calorie come me, altrimenti ve lo vieto!)

Procedimento:
Pelate e tagliate a cubetti abbastanza regolari la pera, mettetela in un pentolino con un cucchiaio d'acqua e abbondante cannella, coprite e lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco basso.
Togliete dal fuoco e adagiate la pera nella più bella tazza da tè che avete, facendo attenzione a non macchiare la tazza con il "sughetto" creatosi, mettete un altro pizzico di cannella sopra e, se volete strafare, un filo di miele di castagno.

Buonissimo e ipocalorico, ottimo quando fa freddo e volete coccolarvi! Va servito rigorosamente caldo ed è anche esteticamente molto chic se seguite il consiglio della tazza.

Safe zone

Ciò che questo blog rappresenta per me, una zona sicura.
Nessun giudizio, nessuna morale da rispettare, nessuna apparenza da mantenere.
Io, i limoni, una tastiera.
Se vuoi la verità da una persona, falle indossare una maschera.

A proposito dei limoni, visti i contenuti del blog, la grafica è davvero poco azzeccata. Ma io sono così, un ossimoro vivente. Detto in termini meno aulici, sono incoerente, incredibilmente adolescenziale.

Oggi sono senza voce.
La gola brucia, lo stomaco pure, Madre non mi da l'OKi se non mangio.
Madre, Madre, Madre.

Che dire di lei.

Incredibilmente perspicace come donna, non è facile fregarla.
C'è da dire che anche io non scherzo, se posso farmi un complimento.
Non le posso però rinfacciare niente, se non il fatto di esserci sempre nei momenti sbagliati.
Tempismo, una qualità incredibilmente rara, sicuramente data alla persona più inadatta dal mio punto di vista.

Ma voglio smentire subito l'idea che i miei genitori se ne freghino dei miei problemi (almeno di quelli alimentari), li adoro perché non mi obbligano a mangiare ma riescono comunque a sembrare preoccupati per i miei digiuni.
Le uniche due cose che una anoressica (o con disturbi alimentari in generale) cerca da chi le sta intorno, insomma!
Libertà di farsi del male (oh, così drammatico!) e attenzioni.

Non avrò mai la faccia tosta di negare il fatto che cerco, voglio, bramo attenzioni. Il fatto di tenere un blog ne è la prova (ma non è sicuramente l'unico motivo che mi spinge a scrivere).

Per ora basta dettagli scabrosi della mia personalità, il prossimo post sarà dedicato ad un argomento... insolito.

domenica 25 settembre 2011

Dicevo wannabe.

Come tutto il mondo sa o almeno, dovrebbe sapere, le persone grasse si dividono in due categorie:

1) smidollate, tutte carine e gentili tipo moglie di Babbo Natale. Si piacciono, si accettano perché non hanno la forza di buttare gli immondi cibi ipercalorici che mangiano nel secchio dell'umido.
2) stronze, disastri sociali per eccellenza, ciniche, forgiate da anni e anni di autocommiserazione e prese per i culo traumatiche in età preadolescenziale. Perennemente a dieta o, al contrario, chubby-pride.

Vi lascio indovinare a quale categoria appartengo.

Dunque oggi sprizzo acido da tutti i pori, reduce da intense ore di studio a stomaco semi-vuoto e non solo.
Ho appena visto le foto di una festa a cui sono stata ieri sera, vi posso giurare che in 150 foto non c'è ne una in cui sia venuta decentemente o quantomeno non totalmente fuori luogo.

Altra cosa che mi ha fatto incazzare in 'sti giorni:
Sono uscita con una vera anoressica (la cosa tragicomica è che mangio 150 calorie al giorno e sono il suo triplo, mentre lei ne mangerà almeno 500), ascoltando le sue lagne sul fatto che quel cazzo di vestito da OVS, nonostante fosse una cazzo di "S" le stava incredibilmente largo. Cazzo.
Dicevo, la vera anoressica dopo un lauto pasto a base d'insalata di pesce e semifreddo, alle 4 mi chiede di andare a mangiare un gelato.
Sorrido.
Dico che non ho fame.
Insiste.
Me lo vuole pagare lei, perfino.
Accetto, rovinandomi la giornata e la sera mi do la zappa sui piedi da sola mangiando una oscena pizza.
Per punirmi.
Smantellando amabilmente una settimana di progressi, giornate in cui non avevo mangiato più di 90 kcal.

Tornando al presente, sto morendo di mal di gola, ottima scusa per digiunare e evitare un lunedì palloso in classe.

Dovute presentazioni

Ciao, Alice è un nome spudoratamente fittizio.
Per la cronaca, non sono una goticona-darkettona-alternativa fan di quel gran allucinato di Carroll, mia mamma da piccola mi chiamava Alice perchè ero (e sono) distratta.
Questo è uno di quei blog in cui uno riversa la sua patetica esistenza, la sua noiosa e banale quotidianità, la sua oltremodo deprimente vita. Mi sono detta, perchè no? Mi sono risposta: perchè sì?
Ho sedici anni, vado a scuola e faccio la wannabe anoressica-bulimica a tempo perso. Orrore.
Vi risparmio il "top-of-pathetic", non converserò amabilmente con le mie amichette Ana e Mia. Ne vi mostreò le foto dei miei "tagli" o delle ossa pelviche con jeans cheap sbottonati annessi.
Quindi, per ora, addio.